Ho trovato in giro per la rete queste simpatiche JPG: roba virale d’annata di un 2005 che sembra preistoria.

Il nullablog di Marco Piccinini

Il mio amico Cristian mi ha invitato a leggere Wired, del quale è appassionato lettore, prestandomi il numero di settembre.
Ho provato a leggerlo, ho letto l’intera rivista.
Prolisso. Nell’era in cui le informazioni viaggiano velocissime ed essenziali, ci si esprime perfettamente via twitter, il sapere viene veicolato dalla Rete, Wired, che si prefigge di veicolare idee e persone che cambiano il mondo, mi appare estremamante lento. Il sito wired.it mi piace di più. Forse ho bisogno del Ritalin.
La mia teoria personale sulle interazioni uomo-donna.
La seduzione è un processo di vendita che interessa direttamente un bisogno primario dell’uomo. Il sesso muove il mondo. Gran parte delle azioni che compiamo ogni giorno sono mosse da comportamente che traggono la loro origine dalla sfera sessuale. Ho la convinzione che se non sentissimo la necessità di sedurre, ci saremmo già estinti. Con sedurre intendo l’attirare a sè l’attenzione di altri esseri umani, riscuotendo approvazione.
Nella seduzione intesa in senso classico, ovvero il meccanismo che conduce due esseri umani, spesso di sesso opposto, ad essere sessualmente interessati l’un l’altro fino a fare sesso, ho disassemblato un semplice meccanismo di base. Questa teoria che è tanto banale quanto allo stato attuale dell’umano difficile da raggiungere.
Come spesso faccio, riconduco l’uomo ad un animale e ricordo le funzioni fondamentali in ordine di importanza:
un animaletto respira, mangia, dorme, scopa.
Tutto il resto è optional. Il casino è che nel 2009 l’ultima funzione è passata in secondo piano per colpa, probabilmente, della programmazione sociale che l’uomo si è regalato. Ora non è raro vedere persone che conducono una vita sessuale insoddisfacente fino agli estremi. Grazie all’abitudine di inventare alibi per tutto, si dice che non è poi così importante, ci si lega a processi esterni quali lavoro, attività varie, religione, matrimonio e relazioni varie (penso siano una grossa fonte di non-sesso). Siccome non ho dati in possesso sull’origine realmente monogama dell’uomo non esprimo pareri se non il mio personale: non siamo monogami per dna.
Premesso che quasi nessuno conduce più una vita aderente a quanto ci prescrive il nostro dna di mammiferi sorgono una valanga di problematiche tra cui la principale a mio parere è la desessualizzazione. Attraverso questo processo, lentamente, ci dimentichiamo di essere maschi e femmine, rinneghiamo gli istinti primordiali, iperselezioniamo i partners, reprimiamo gli istinti e abbassiamo automaticamente e inconsciamente i nostri livelli ormonali. Siamo dei castrati vaganti.
La donna per programmazione sociale (grazie religioni, come faremmo senza di voi! Senza le vostre ideone!) ha installato in sè un senso di colpa automatico relativo alla sfera sessuale, che rende difficile lo svolgimento regolare della propria funzione. L’uomo è in forte difficoltà producendo stress e frustrazione. Ecco che i nostri coglioni si atrofizzano fino a diventare piccoli come quelli di un orsetto lavatore, facendoci somigliare in tutto e per tutto ad orsetti lavatori che non vanno mai in calore. Segue foto.
Ecco che una corretta vita sessuale è ostacolata. Ci si rifugia in lunghe relazioni con poca convinzione, ottimi alibi per non scopacchiare in giro o attività varie che fungono da palliativi piacevoli.
Il pensiero di svolgere la propria corretta funzione sessuale per un umano (maschio o femmina che sia) restituisce queste problematiche:
Se ci mettiamo anche le reali e perfettamente funzionanti dinamiche della selezione naturale siamo a posto. Queste dinamiche dicono essenzialmente che:
Allo stato attuale le cose funzionano così:
Il maschio è demotivato ed impacciato nello svolgere le proprie funzioni di spargitore di seme. La femmina resta iperselettiva, ma attribuisce anche ad altri fattori l’insuccesso del sistema riproduzione: la propria validità fisica (entra qui in gioco tutto il mondo della bellezza, della moda, dell’autoaffermazione della donna e della propria sensazione costante di inadeguatezza), l’ambiente (lavoro, carriera, necessità varie) e l’orologio biologico: alla fine sceglierà un esemplare quasi a caso per poter procreare (altra funzione imprescindibile).
Gli scambi seduttivi sono costanti ma individuo per individuo, sono sporadici e randomici.
Per sconfiggere il virus H1N1 pare proprio sia necessario pendere un po’ a sinistra o quantomeno non pendere dalle labbra del nostro governo, se così si può chiamare.
Evidentemente ai rivoluzionari ed ai rossi mangiabambini le malattie attaccano meno. Vi sono due schieramenti attorno a questa tematica:
Alle scorse elezioni ho votato PDL, spero di cavarmela. Nel dubbio la prossima volta scrivo merda sulla scheda. La consideranno scheda bianca e starò tranquillo, mi pare che i sinonimi non vengano accettati.
Le immagini sono state prese oggi, 3 settembre 2009, rigorosamente alla stessa ora.
Chissà quanto prendono….
Questo blog è disposto a pubblicizzare il vaccino contro l’h1n1. Tutte le farmaceutiche interessate a dare un po’ di soldi anche a me sono invitate a contattarmi.
Mi piacerebbe confrontare online un videogiornale dell’istituto luce ed un pezzo di TG5, per dimostrare quanto la loro non-informazione manipolativa sia simile a quella del ventennio.
Oggi hanno mandato 5 servizi di fila (perdonate se l’ordine non è perfetto):
Piccolo blog, il sitaccio. Sebbene sia farcito di pubblicità attraverso adsense, pay per sell, pay per click, pay per lead, pay per stink
, e chi più ne ha più ne metta non mi permette di pagarmi tutti i Gin&Tonic che bevo attraverso la pubblicità.
Sono convinto che l’occhio del navigatore medio sia ormai abituato a saltarli a piè pari senza nemmeno accorgersi di quanto c’è scritto. Li vedete quegli annunci lì, gli annunci sponsorizzati di Google?
Probabilmente prima che focalizzassi io l’attenzione nessuno avrà letto quanto esposto e pubblicizzato.
Non servono a niente, rompono le scatole al lettore, i CTR delle pagine scendono, i click sono sporadici come gli squali balena a Loano ed i bloggers che scrivono aspettandosi di guadagnare qualche euro dalla pubblicità sono frustrati. I siti e le guide che suggeriscono come guadagnare con la pubblicità su blog e siti Internet suggeriscono di rendere gli annunci più visibili e più invasivi possibile rispetto al testo.
Il risultato? Chi segue queste indicazioni magari si guadagna qualche pizza ma abbassa la qualità del prodotto blog limitandone le possibilità di crescita
Un blog (come questo) pieno di pubblicità noiosa, poco tematizzata e poco coerente coi contenuti, malgrado gli sforzi di big G, non rende che pochi spiccioli a fronte di un buon numero di visitatori giornalieri.
Che fare? Ecco la mia hit parade di fattori che determinano il rendimento di un blog. Si tratta di banali considerazioni meditate chiedendomi cosa vorrei da un blog e quando sarei contento che il blogger guadagnasse.
Da oggi inizierò a seguire queste regole e pubblicherò i report mensilmente.
Cosa mi aspetto?
L’obiettivo è fornire uno strumento utile. Se parlo per esempio di gomme del motard in un post, sarà utile al lettore sapere che dal sito motopneumaticiblablabla.it è possibile trovare sconti proprio su quel modello di gomma e su motoblablabla.it è possibile acquistare abbigliamento o ricambi. Tramite due banali affiliazioni, precedentemente stabilite, potrò aumentare vertiginosamente le possibilità di ottenere qualche buona marchetta ed un visitatore soddisfatto. Niente di nuovo, solo buon senso e meno sciacallaggio.
Queste poche regole stravolgono un po’ la visione che ho sempre avuto della pubblicità sui blog e probabilmente si adattano in particolar modo a piccole realtà con pochi accessi giornalieri. Quando a condurre i giochi sono grandi numeri, decine di migliaia di accessi giornalieri ad un singolo post, tutto ciò non ha più molto senso e quando vi sono molti contenuti il lavoro diventa più lento e difficoltoso ma sicuramente aumenta la qualità globale del web.
Ecco il paper di Morgan & Stanley che secondo la stampa mondiale bacchetta Twitter. (..probabilmente non ha lanciato abbastanza marchette)
Lo rendo disponibile per il download, cliccate qui per scaricare. Leggendolo tutto vi sentirete dei geni.
Come da abitudine la mia opinione è anarco-cospirazionista&campagnola.
Di tutta questa accozzaglia di ovvietà possiamo distinguere ed estrarre spassose parti in grassetto, che sono particolarmente lapalissiane.
Come spesso succede mi chiedo: Marketing o ingenuità o altro?
Cos’avranno voluto dire? Avranno avuto davvero il salame di Varzi sugli occhi fino ad oggi oppure è una mossa la cui finalità è quella di stimolare il mercato in qualche direzione, palesando e ripubblicando spazzatura, come fanno quotidianamente i media? bah.
Nel dubbio sparo qualche grammo di cacca anche io su Twitter: è una tecnologia banale, dalle potenzialità limitate e ormai superato dagli strumenti a nostra disposizione. Purtroppo sono arrivati tardi anche loro. Io ci arrivo sempre….
Ho frequentato due corsi SEO di posizionamento sui motori di ricerca organizzati da Madri nel 2007 ed è stato utile.
Ha formalizzato ed attualizzato un sacco di informazioni che erano in mio possesso in maniera disordinata, completando perfettamente il quadro.
Nel 2009 non ho seguito il corso seo di Madri aspettando che uscisse il dvd. Così è stato.
Il 29 giugno uscirà il dvd del videocorso seo e se il prezzo sarà equo, lo comprerò. Per ora non è ancora uscito ma sulla pagina del corso dal 29 sarà possibile acquistarlo ed il prezzo salirà ad ogni acquisto, nel classico stile Madri, quindi è importante acquistarlo subito per ottenere il prezzo migliore. Io sicuramente farò così.
Motivi per acquistarlo
Lo comprerò sicuramente?
Per approfondire l’argomento come viene fatto con il corso seo di madri devo prendermi un paio di giorni di pausa dal lavoro per spulciare siti in inglese in cerca di notizie reali e funzionanti. Valuto questo corso attorno ai 200 euro. Il mio prezzo di riserva è leggermente maggiore. Se come credo costerà dai 250 ai 300 iva compresa lo acquisterò, altrimenti lo lascerò dov’è. Questo tiene conto anche della mia preparazione attuale e dei miei attuali risultati. Forse un neofita può spingersi oltre con profitto.
Sono uscite su Novella 2000 15 foto del book di Noemi Letizia in pose provocanti scriverebbe il settimanale Gente.
Io immagino che la ragazzina in questione sia strumento di non so quale strategia di comunicazione, non so da parte di chi.
Nessuno si è chiesto perchè l’uomo più potente d’Italia abbia fatto trapelare questa notizia, abbia permesso che venissero pubblicate le sue foto a questa fantomatica festa, con lui sorridente. Non si capisce nemmeno perchè ci sia andato. Se la bomba, sicuramente avrebbe potuto organizzare un dopo-party in una delle sue innumerevoli ville, al di là di sguardi indiscreti, lamentele posticce della Veronica Lario, ecc.
Si tratta a mio parere di un gioco mediatico del quale non riesco a comprendere i meccanismi perchè sono troppo al di fuori di questo mondo.
Ma forse da un punto di vista esterno le dinamiche sono più evidenti. Silvio si è fatto vedere con la ragazzina volontariamente. Al di là di ogni stupido moralismo, chi non invidierebbe un 70enne al quale gratuitamente una 18enne si concede? Non è forse costui un superuomo? Non è forse propaganda?
Sfido ogni maschio che si ritrova ogni sera una più o meno mozzarella di bufala grassa, molle, fredda e decisamente poco piccante tra lenzuola (è una grossa %, basta affacciarsi alla finestra con occhio critico per verificare!). Chi non ha invidiato Silvione? Se c’è chi non l’ha fatto, che vada dall’andrologo, dall’endocrinologo o dall’esorcista!
psssst!: cliccando sulla foto potete vedere noemi letizia in 2848 × 4256 pixel. Potete soddisfare necessità fetish e verificare la photoshoppata.
Trovo che questo spot sia meraviglioso.
Lei è l’essenza della femminilità, che dal suo underwear BASIC viene proiettata direttamente nel cervello della acquirente. Basic è la femminilità che non ha bisogno di ornamenti, di osare per piacere, di scoprirsi o trovare texture particolari per apparire.
La canzone piace a numerose generazioni di donne: quelle che compreranno consapevoli ed attratte l’intimo BASIC. Attorno al 2000, non ricordo l’anno, forse 1999, la proponeva massicciamente Gigi d’Agostino, non ho idea se fosse una reinterpretazione o l’originale. Così noi piccoli discotecari ce la siamo sciroppata per mesi. Gigi D’Agostino l’ha riproposta nelle sue varie apparizioni lungo tutto il decennio ed ora Sagi Rei la ripropone unplugged. Ecco come una canzone dalla melodia bellissima, già trasversale per conto suo, si carica di nuovi significati nella mente di ognuno, che alza la testa verso il televisore, colto dall’ancoraggio.
Questa canzone, in maniera fantastica, si sposa con il video. Essenziale, femminile, romantico ed irresistibile.
Leo Burnett lancia Sagi Rei come ha fatto con Allevi? Chissà
I fattori più importanti per rendere produttivo un sito aziendale.
Con siti aziendali intendo quelli in cui non si vende nulla di specifico ma ci si aspetta di essere trovati e contattati. Cioè gran parte dei siti della Terra.
Domanda: cosa fa sì funzioni, facendo in modo che l’azienda venga contattata da potenziali clienti?
Vi sono alcuni fattori, che elencherò specificando l’importanza pesata in palline di ognuno. Il set di informazioni necessarie a stabilire fiducia nell’interlocutore è l’insieme di info necessarie ad ognuno di noi per decidere se porre fiducia o meno in un interlocutore. Si tratta delle risposte ad una serie di domande che inconsciamente ci poniamo.
Mi baso, senza bottiglia, sulla mia personale esperienza tra tanti lavori e tanti successi maestosi (50%), successi (30%), insuccessi standard (10%) e cappelle mondiali (10%)
FATTORE 0: Il POSIZIONAMENTO SUI MOTORI (sei palline su cinque)
Se non sanno che esisti non ti chiamano. E’ ovvio. Però se ti trovano per primo e fai skifo non ti chiamano lo stesso. Proseguiamo.
FATTORE 1 : LA GRAFICA (cinque palline su cinque)
La grafica del sito dev’essere basata sulle impressioni che conferirà alla mente dell’utente. Non è detto che debba essere necessariamente un’opera d’arte, anzi, spesso funzionano schemi e colori semplici. E’ necessario metacomunicare, adoro questo verbo, i seguenti fattori, che dovrebbero completare già subito il set di informazioni necessarie a stabilire fiducia nell’interlocutore.
Tutto quanto sopra esposto deve ovviamente essere comunicato attraverso il layout, senza una sola parola scritta, con colori e forme che evochino esattamente tutto. Facile, no?
FATTORE 2: USABILITA’ (cinque palline su cinque)
Se non è facilissimo contattare, non contatteranno. Se non sono sicurissimi che sia l’azienda giusta, non contatteranno.
FATTORE 2 E MEZZO: I contatti, completi, in homepage (quattro palline su cinque)
In alto a destra, un biglietto da visita virtuale con tutti i dati possibili, compresi indirizzi, fax, telefono, email, nome del cane……
FATTORE 3: il form email (tre palle su cinque)
Tra outlook che non va, gli eepc, i mac, thunderbird, ecc, scrivere un’email è diventato problematico più di prima. Il form email evita di perdere quei clienti che non hanno voglia di perder tempo e sbattersi per inviare un’email
FATTORE 4: le foto (tre palle su cinque)
Senza foto non vedranno niente e chi compra alle cieca? Va bene qualunque tipo di foto, dalla porta di ingresso al water, l’importante è che trapeli qualcosa che vada a completare il set di informazioni necessarie a stabilire fiducia nell’interlocutore
FATTORE 5: regala qualche info in più (due palle)
Chi regala qualche informazione più dello stretto dovuto, otterrà un bonus in fiducia, non convertibile in punti fragola ma utile per vendere qualcosa o fare in modo di esser ricordati.