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Guadagnare con Adsense, TradeDoubler, Zanox..

..almeno abbastanza da pagarsi i Gin&Tonic

Più contenuti di qualità, più Gin&Tonic!

Più contenuti di qualità, più Gin&Tonic!

Piccolo blog, il sitaccio. Sebbene sia farcito di pubblicità attraverso adsense, pay per sell, pay per click, pay per lead, pay per stink :) , e chi più ne ha più ne metta non mi permette di pagarmi tutti i Gin&Tonic che bevo attraverso la pubblicità.

Sono convinto che l’occhio del navigatore medio sia ormai abituato a saltarli a piè pari senza nemmeno accorgersi di quanto c’è scritto. Li vedete quegli annunci lì, gli annunci sponsorizzati di Google?

Probabilmente prima che focalizzassi io l’attenzione nessuno avrà letto quanto esposto e pubblicizzato.

Non servono a niente, rompono le scatole al lettore,  i CTR delle pagine scendono, i click sono sporadici come gli squali balena a Loano ed i bloggers che scrivono aspettandosi di guadagnare qualche euro dalla pubblicità sono frustrati. I siti e le guide che suggeriscono come guadagnare con la pubblicità su blog e siti Internet suggeriscono di rendere gli annunci più visibili e più invasivi possibile rispetto al testo.

Il risultato? Chi segue queste indicazioni magari si guadagna qualche pizza ma abbassa la qualità del prodotto blog limitandone le possibilità di crescita

Un blog (come questo) pieno di pubblicità noiosa, poco tematizzata e poco coerente coi contenuti, malgrado gli sforzi di big G, non rende che pochi spiccioli a fronte di un buon numero di visitatori giornalieri.

Che fare? Ecco la mia hit parade di fattori che determinano il rendimento di un blog. Si tratta di banali considerazioni meditate chiedendomi cosa vorrei da un blog e quando sarei contento che il blogger guadagnasse.

Da oggi inizierò a seguire  queste regole e pubblicherò i report mensilmente.

Hit parade dei fattori che permettono di
aumentare il rendimento di un blog

  1. Contenuti di qualità. Non significa che non dobbiamo duplicare i contenuti, ma se lo facciamo, evitiamo il cut’n paste: facciamo in modo che il nostro scopiazzone sia più bello e più utile dell’articolo originale arricchendo il testo, inserendo foto, video, esempi, filtrando le parti inutili ecc. Se i contenuti sono originali, che siano utili, ben scritti, corredati di materiale, sintetici.
  2. Pubblicità correlate al contenuto. Facciamo un passo indietro: inseriamo, dato che si può (chi non sa come fare ha sempre google..), annunci tematizzati con il contenuto di ogni singolo post, meglio se in formato grafico, che costituiscano un valore aggiunto per il lettore invece della solita esca per pesci-click.
  3. Adsense non invasivo: basta con gli Adsense che rovinano l’attitudine di un post ad essere letto con soddisfazione dal lettore: come ho fatto fin’ora rende la lettura difficoltosa, noiosa e diminuisce la percezione di qualità del contenuto da parte degli utenti. Adsense torna a lato.
    Adsense è una utility, non una trappola.
  4. SEO: ogni post dev’essere sempre ai vertici delle SERP di Google ed il titolo dev’essere sempre seo oriented, in particolare per attirare visite tematizzate.

Cosa mi aspetto?

L’obiettivo è fornire uno strumento utile. Se parlo per esempio di gomme del motard in un post, sarà utile al lettore sapere che dal sito motopneumaticiblablabla.it è possibile trovare sconti proprio su quel modello di gomma e su motoblablabla.it è possibile acquistare abbigliamento o ricambi. Tramite due banali affiliazioni, precedentemente stabilite, potrò aumentare vertiginosamente le possibilità di ottenere qualche buona marchetta ed un visitatore soddisfatto. Niente di nuovo, solo buon senso e meno sciacallaggio.

Queste poche regole stravolgono un po’ la visione che ho sempre avuto della pubblicità sui blog e probabilmente si adattano in particolar modo a piccole realtà con pochi accessi giornalieri. Quando a condurre i giochi sono grandi numeri, decine di migliaia di accessi giornalieri ad un singolo post, tutto ciò non ha più molto senso  e quando vi sono molti contenuti il lavoro diventa più lento e difficoltoso ma sicuramente aumenta la qualità globale del web.

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Spot intimissimi BASIC – Canzone e Filmato

Trovo che questo spot sia meraviglioso.


Lei è l’essenza della femminilità, che dal suo underwear BASIC viene proiettata direttamente nel cervello della acquirente. Basic è la femminilità che non ha bisogno di ornamenti, di osare per piacere, di scoprirsi o trovare texture particolari per apparire.

La canzone piace a numerose generazioni di donne: quelle che compreranno consapevoli ed attratte l’intimo BASIC. Attorno al 2000, non ricordo l’anno, forse 1999, la proponeva massicciamente Gigi d’Agostino, non ho idea se fosse una reinterpretazione o l’originale. Così noi piccoli discotecari ce la siamo sciroppata per mesi. Gigi D’Agostino l’ha riproposta nelle sue varie apparizioni lungo tutto il decennio ed ora Sagi Rei la ripropone unplugged. Ecco come una canzone dalla melodia bellissima, già trasversale per conto suo, si carica di nuovi significati nella mente di ognuno, che alza la testa verso il televisore, colto dall’ancoraggio.

Questa canzone, in maniera fantastica, si sposa con il video. Essenziale, femminile, romantico ed irresistibile.

Leo Burnett lancia Sagi Rei come ha fatto con Allevi? Chissà

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Efficacia pubblicità su Facebook – ascolta un cretino

facebook

facebook

Di mestiere mi occupo di SEO, comunicazione web e di tutto il web-marketing che mi capiti sotto.

Sento, nel più profondo del mio inconscio, quello che non sbaglia, quello che da Gerry Scotti chiamano cassettino, che facebook sta sprecando un sacco di banda. Forse per questo tanti manager se ne stanno andando. Le visite sono impazzite, sono una montagna ma di click su quelle piccole e banali pubblicità ce ne vanno ben pochi. Nemmeno le applicazioni convertono. C’è solo una gran bolla. Non so sulla vendita dei dati statistici rubati agli iscritti come siano messi, ma con le pubblicità hanno un rendimento veramente basso.

Se non creano un sistema in grado di convertire davvero, cioè se non diventano la fonte di informazione preferenziale per i tipi di business che vogliono spingere, continueranno a buttar via banda facendo sollazzare gli iscritti ma guadagnando briciole
(che le briciole di infinito siano anch’esse infinito, come si è studiato a Analisi 1, sono d’accordo).

I fatti lo dimostrano. Le uniche pubblicità a convertire sono quelle sulle quali si capita by chance. Purtroppo i clienti non si prendono by chance. Si prendono come fa big G.

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Perchè se Obama perde è meglio che tutti i pubblicitari facciano i bidelli

Se Obama ha lavorato con i migliori professionisti, investendo un budget quasi illimitato in comunicazione e poi perde, vuol dire che la comunicazione come l’hanno intesa i suoi e come l’abbiamo amata noi, non vale una cerpa.

Mentre i due repubblicani inneggiavano alla guerra, alla morte, alla conquista del mondo, alla distruzione di ogni civiltà compresa la propria, Obama ha utilizzato le migliori e più aggiornate tecniche di comunicazione, marketing e pubblicità.

  • Ha creato una bellissima identità del personaggio, una magnifica strategia di comunicazione i cui punti cardine non possono non essere condivisibili. Non ha minimamente utilizzato le leve che usa la sinistra nel resto del mondo. Ha fatto bene.
  • Li ha diffusi con un primo payoff tanto banale quanto efficace, che l’ha fatto conoscere dal pianeta ed in seguito ha rafforzato, facendo uscire gli altri claims uno per uno.
  • Ha usato tutti i mezzi possibili immaginabili per farsi conoscere.
  • Non ha segmentato, ha sparato con l’arma giusta su ogni bersaglio (lui che può).
  • Ha diffuso video virali ed attuato tecniche di marketing non convenzionale.
  • Ha usato la rete come nessuno aveva fatto prima d’ora, coinvolgendo finalmente tutte le fasce di età: myspace, facebook… ogni community parla di Obama. Finalmente non lo fa attraverso noiosi vecchiacci con i capelli bianchi ed un linguaggio incomprensibile, ma attraverso fresche pagine, immagini, testi, video, canzoni
  • Si è fatto odiare da perfetti idioti ed ha spinto perchè tentassero di ucciderlo o quantomeno ha montato le notizie ad hoc.
  • Ha utilizzato testimonial freschi, coinvolgenti e credibili. Mc Cain ha reclutato Schwarzenegger (il buon vecchio Commando, Terminator, ecc. degli anni 80: immagine peraltro appropriata: un idiota che ammazza tutti indifferentemente dalla loro identità, quanto cattivi)
  • La Palin nel frattempo ammazzava alci. (Troia. Ammazzassero lei coi pallettoni. Se non fosse così tanto illegale andrei a caccia di cacciatori..)

Wassuup 2008, il video che riprende un famoso tormentone della prima epoca Bush, uno dei primi esperimenti di viral mktg fatto da Bud Beer. E’ meravigliosamente virale ed emotivamente molto coinvolgente. Eccolo nella versione che mostra il primo video ed il secondo.

Per concludere senza stracciare troppo le balle a nessuno, sostengo che Barack Obama abbia sfruttato la comunicazione toccando tutti i cardini emozionali della popolazione occidentale, coinvolgendola ad un livello profondo. Un esempio per tutti. Mi piacerebbe un profilo dell’elettore medio di McCain. Io sono troppo polarizzato, non mi è facile ricavarlo.

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